Se iniziassi questa storia dicendo che agli inizi degli anni Settanta, un barbuto proprietario di un surf shop di Santa Barbara si ritrovò come vicino di casa e compagno di avventure un giovane chimico di Goleta,probabilmente la prima cosa che vi verrebbe in mente sarebbe una fantastica trama alla Breaking Bad, dove il surfista e il chimico si trovano di notte nello scantinato, per produrre della fantastica metanfetamina da distribuire ai clienti del surf shop, tra un panetto di paraffina e l’altro.
Ed è anche probabile che nove volte su dieci avreste ragione.
Stavolta però le cose sono diverse e riguardano proprio quei piccoli e profumati panetti che si spalmano sulla tavola da surf per non scivolare.
Nel 1972, Fred Herzog era il felice proprietario dello Zog’s surfshop di Santa Barbara, quando Nate Skinner trasferì il proprio laboratorio nell’edificio adiacente. Tra una chiacchiera in pausa pranzo e qualche sigaretta condivisa nei pomeriggi assolati del sud California, i due si accorsero di avere due personalità compatibili e, presto, divennero amici.
Tra amici – è risaputo – si è soliti buttar giù grandi progetti e questo fu proprio quello che i due si misero a fare; decisero quindi che con la formazione scientifica di Nate e il background surfistico di Zog, sarebbero stati la coppia perfetta per sviluppare una cera da tavola unica e ad alte prestazioni.
Quella che tirarono fuori fu una cera che ben poco aveva di diverso dalle altre in commercio, tranne due piccoli, ma fondamentali, particolari: il panetto era rotondo anziché quadrato ed era disponibile in diverse varietà profumate. Sopratutto, però, quello che fece la differenza e la fortuna del prodotto fu il nome: Sex Wax.
Non c’è un vero e proprio motivo per cui Fred decise di chiamare così la sua cera, intervistato ha dichiarato “mi piaceva come suonava il nome, era fico. Poi mi piaceva il fatto che suonasse vagamente assurdo e richiamasse una certa ambiguità … la gente doveva entrare in negozio e chiedere cera da sesso… capito che bello?” ricorda ridendo, “e poi è una grande parodia della tendenza ad usare il sesso per vendere un prodotto che, già allora, avevano i media ufficiali”.
Quando il primo lotto di Sex Wax fu pronto per il mercato, Zog caricò il suo pickup Ford e si fermò in ogni negozio di surf che riuscì a trovare da Santa Cruz a San Diego, cercando di convincere i proprietari all’acquisto di una cassa di paraffina.
All’inizio, molti rivenditori erano riluttanti a rifornirsi di quella nuova cera che aveva un’etichetta “scabrosa” e senza precedenti, alcuni, tuttavia, rimasero incuriositi dal nome accattivante e decisero di acquistarla.
Lentamente, con il passaparola, le lodi per la nuova cera si diffusero su e giù per la costa californiana, e la domanda per il prodotto aumentò costantemente.
La gente amò da subito quel nome, così come l’accattivante grafica dei panetti (le magliette con la scritta “Sex Wax” andavano a ruba e finirono pure per essere bandite da alcuni distretti scolastici, rendendole ancora più popolari) e, come per ogni pandemia commerciale che si rispetti, tutti quanti cominciarono a chiedere ai surf shop la cera di Mr Zog.
Fred così finì per fare fortuna ed entrare, seppure con una piccola parte, nella storia del surf.