La campagna mondiale Breakfreefromplastic, nel 2018, ha impegnato individui e organizzazioni di tutto il mondo in un’operazione di pulizia e ricerca, con l’obbiettivo di rendere consapevoli le aziende responsabili dell’inquinamento plastico – e i consumatori – che, tramite l’inserimento sul mercato di imballaggi e materiali inutili, si stanno soffocando i nostri mari.
Le organizzazioni affiliate a  “Break Free From Plastic” hanno coinvolto quasi 10.000 volontari in 239 pulizie di spiagge e limitrofi, in 42 paesi sparsi in 6 continenti, raccogliendo oltre 187.851 pezzi di plastica inquinante.
La ricerca, condotta anche con il supporto di Greenpeace, ha previsto, oltre alla raccolta dei rifiuti, anche la catalogazione dei marchi impressi sopra di essi; da tale catalogazione è emerso che “Coca cola risulta essere il principale inquinatore – con il suo marchio riscontrato in 40 dei 42 paesi oggetto di ispezione – seguito da PepsiCo e da Nestlé”.


Certo, i tre marchi sono in buona compagnia, Danone, Mondelez international, Procter & Gamble, Unilever, Perfetti van Melle, Mars incorporated e Colgate-Palmolive sono solo alcune delle maggiori corporation i cui loghi ammorbano i nostri mari ma, le prime tre aziende da sole, rappresentano il 14% dell’inquinamento di plastica ritrovato.
Il tipo più comune di plastica trovato è il polistirene, che non è quasi mai riciclabile. Naturalmente, i marchi che producono la plastica non sono quelli che la buttano via, ma gli organizzatori di Break Free From Plastic li ritengono comunque responsabili. “Questi controlli che tengono conto anche dei marchi ritrovati sugli inquinanti offrono una prova innegabile del ruolo che le società svolgono nel perpetuare la crisi globale dell’inquinamento plastico”, ha affermato il coordinatore globale di Break Free From Plastic, Von Hernandez. “Continuando a sfornare imballi e confezioni non riciclabili e usa e getta per i loro prodotti, queste aziende sono colpevoli di aver riempito il pianeta di spazzatura, è ora che si prendano le loro responsabilità e la smettano di scaricare la colpa sui cittadini “.