E’ inverno, fa freddo, siamo immersi nell’acqua e facciamo la pipì nella muta.
Questa è la cruda verità.
I medici e gli scienziati lo sanno e, mentre per le persone normali è una cosa strana e anche un po’ schifosa, loro sono consapevoli della completa naturalità del fenomeno. Così come dovremmo esserlo noi.
Farsela addosso è la norma tra i surfisti, anche se non tutti lo ammettono. Come waterman, siamo soggetti ad un fenomeno sottomarino unico e particolare chiamato diuresi da immersione.
Non c’è da vergognarsi quindi, né c’è ragione di preservare un ignominioso non detto, c’è una ragione scientifica totalmente legittima per rilasciare la vescica mentre siamo a surfare.
Cerchiamo quindi di capire cos’è che avviene nel nostro corpo.
La diuresi da immersione, che letteralmente significa “perdita d’acqua a causa dell’immersione”, è la responsabile di quell’urgenza di fare la pipì quando si è in acqua. Quando siamo a surfare o, semplicemente, a fare una nuotata, la temperatura più bassa e l’aumento della pressione dell’acqua che ci circonda inducono il nostro organismo a fare pipì. E’ un fenomeno molto semplice.
La diuresi a immersione è una risposta fisiologica all’essere immersi nell’acqua ed è parte del fenomeno conosciuto come riflesso da immersione dei mammiferi. Quando il corpo è immerso in un fluido – in questo caso particolare nell’acqua – le temperatura più fredda e l’aumento della pressione dall’ambiente circostante provocano un restringimento dei vasi sanguigni (vasocostrizione) nelle estremità. Come risultato di questa vasocostrizione, il nostro corpo sposta il volume del sangue lontano dalla pelle e dalle estremità, e lo ridistribuisce verso le aree centrali.
Questo aumento del volume di sangue, che viene inviato direttamente ai nostri organi vitali, innesca l’inibizione di un ormone che regola la produzione di urina da parte dei reni, denominato ormone anti-diuretico (ADH).
L’ADH controlla essenzialmente la quantità di urina prodotta dai reni; l’aumento del volume di sangue che viene inviato alle aree centrali induce il corpo a pensare che vi sia un sovraccarico di liquidi (il che ha senso perché in effetti siamo circondati dall’acqua). Di conseguenza, il corpo smette di produrre ADH, stimolando così i reni a produrre urina nel tentativo di riguadagnare l’equilibrio dei liquidi (cioè l’omeostasi) causato da tale aumento del volume del sangue.
Questo è ciò che succede davvero quando facciamo pipì dentro la muta.
Quindi basta vergognarsi, urinare nella muta è una cosa totalmente legittima da fare ed è avvallata da seri studi scientifici; non siamo strani, né schifosi.
Lunga vita ai piscioni !

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