Nel 2018, Felicity Palmateer aveva annunciato che avrebbe fatto qualcosa di un po’ controverso. Aveva pensato a un film sul surf nudista che avrebbe dovuto far parte di un progetto artistico ad ampio respiro sulla connessione con l’oceano e sull’accettazione del corpo femminile. Dopo tre anni di lavorazione i rumors intorno al film erano fortissimi ma poi, improvvisamente, la sua uscita era stata cancellata. Bene, adesso Skin Deep è ufficialmente in onda.

Skin Deep from Flick Palmateer on Vimeo.

“L’oceano è stato il mio parco giochi sin da quando ero giovane, ha plasmato la mia vita così come ha fatto l’arte. Uso sia il surf che l’arte come forma di meditazione, di motivazione ed evasione. Essere in grado di intrecciare arte e surf in modo così intimo, all’interno di un progetto come Skin Deep, è stato fantastico”. Ha raccontato Felicity al magazine The Inertia.
L’idea alla base del progetto era apparentemente molto semplice: soltanto quattro minuti con lei a surfare nuda con una canzone di Rufus in sottofondo. Una cosa che, se uno riesce a non far caso alla canzone, potrebbe valer la pena di vedere. Però poi Felicity dice che non ha nessuna intenzione di destabilizzare nessuno e che la nudità non è un pretesto per attirare l’attenzione su di sé, ma soltanto un modo di mostrare la connessione tra lei e l’oceano. Allora la sensazione di essere presi leggermente per i fondelli viene, e un po’ passa la voglia di dargli le 3,40 euro che costa vedere il film.
Non che sia stato un progetto facile da creare, neanche lontanamente. Nel corso dei tre anni necessari per realizzarlo la troupe ha avuto un sacco di problemi, principalmente di problemi legati alla semplice ricerca di un posto per filmare. Al giorno d’oggi è già abbastanza difficile trovare una buona onda con un affollamento non troppo pesante, ma per creare Skin Deep c’era ovviamente bisogno di trovare un buon break con nessuno in acqua, e questo è decisamente complesso. “In realtà è stato davvero difficile da realizzare”, ha detto Palmateer. “Siamo stati derubati un paio di volte e, ovviamente, ci sono una quantità incredibile di riprese che spero nessuno vedrà mai. [ride] Perché è davvero difficile ottenere degli scatti in cui si vede qualcosa, ma non di più di quello che è decente vedere. Non volevo perdere il buon gusto e quindi sì … ci sono molte sequenze tagliate. [ride]”.
Anche il produttore del film, JJ Jenkins, ha parlato delle difficoltà nella creazione di Skin Deep e ha fatto eco a molti dei sentimenti di Felicity. “Molti spot che abbiamo considerato sono sempre pieni di gente e noi avevamo una forte esigenza di segretezza, più che altro per assicurarci che Felicity si sentisse a suo agio nell’esecuzione “.
Ma trovare onde deserte non è stato l’unico problema. Come detto prima, alla fine del 2018, quando il film doveva essere originariamente rilasciato, improvvisamente tutto si è bloccato. Dopo anni di lavoro e mesi passati a spargere la voce semplicemente il film è rimasto nel limbo. Si è scoperto poi che un certo marchio, che gli interessati non vogliono nominare, non era soddisfatto del lavoro prodotto.
“E’ stata una cosa assurda, avevamo visto in anteprima Skin Deep con dozzine di persone – amici, familiari, colleghi, il WSL e, soprattutto, gli sponsor di Felicity – ed eravamo sul punto di farlo uscire” racconta Jenkins. “avevamo fatto anche un bel po’ di lavoro sui media, TV in diretta, doppia pagina sui giornali del fine settimana australiani, interviste online (incluso The Inertia) poi, in pochi giorni, c’è stata questa incredibile marcia indietro”.
“Non ho capito cosa sia successo, per me il film è un’opera d’arte”, continua il produttore. “Le persone avranno le loro opinioni, ma giudicare non è corretto. Creare dibattito è obbiettivo dell’arte ed è questo quello che abbiamo fatto; ci sarà sempre qualcuno o un gruppo di persone a cui non piace quello che fai e mi sta bene, ma non bisogna tirarsi indietro per questo”.
Ora che Skin Deep è finalmente uscito e potete vederlo su Vimeo per pochi euro e farvi l’idea se il film sia davvero, come dice Felicity “Un atto d’amore e di arte con il quale, abbracciando la mia femminilità ha aiutato immensamente la mia autostima e autoaccettazione. ” oppure se non sia niente di più di una comune operazione commerciale.

Thanks to The inertia