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C’è una corrente di pensiero in giro che auspica un ritorno alle origini dello skateboard. I suoi sostenitori pensano che lo skate attuale sia una super commercializzata lettiera di cacca di gatto , senza anima e poco brillante; e che i park e i marciapiedi siano troppo affollati di neofiti, per permettere una legittima espressività.
Per non parlare poi di riviste e film che sfruttano spudoratamente gli individui e gli spot una volta vergini, in nome di avidità aziendali e trip da super ego individuali.
Affermano che in giro è pieno di ragazzi da copertina che cadono gli uni sugli altri rovinando, di volta in volta, spot paradisiaci esponendoli alla pubblica notorietà; si lamentano, inoltre, del sensazionalismo evidente che imperversa nella stampa di settore, cosa che rende i loro articoli privi di qual si voglia senso.
In effetti, se analizziamo oggettivamente una di queste pubblicazioni cosa ci troviamo? Nient’altro che stelline di carta e punti colorati.
Cos’è successo allo skating fatto per il puro fine di divertirsi?
Quale è quindi la risposta a tutto questo? se una risposta c’è.
Beh, qualcuno la trova in un approccio nuovo e radicale all’equipaggiamento, le cui basi comprendono truck in acciaio pieno e ruote di ferro piantate su una bella asse di legno rigido (preferibilmente almeno 2 ” di spessore).

Old School skateboards
Old School skateboards

Ma qual è l’obbiettivo? Beh, si dice che il miglior modo per ritrovare la vecchia conoscenza sia quello di utilizzare le vecchie porte; Gli skate con le ruote in acciaio offrono una dura e non grippante superficie, che oltretutto non si scioglie ne si brucia ad alte velocità. La tecnologia costruttiva di queste bestie è facilmente alla portata di tutti e si dice che. dopo un paio di mesi su ruote in acciaio, si torna alla pura essenza dello skateboard e si inizia ad avere un controllo della tavola che prima non ci si sognava neppure.

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