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SkateBoarder Magazine
Vol. 3, No. 4
April, 1977
Short Stories by John Smythe

E’ un pomeriggio allaMedium-cool” ad Anaheim, e tutta la crew dell’ NBC News, con l’anchorman Ray Duncan arriva per girare una film session al nuovo skate park.
A disposizione, all’interno del park, ci sono un paio di personalità di tutto rispetto; c’è Guy Grundy che è in ginocchio di fronte ad un gruppo di groupies, Stacy Peralta che spara un 360 bank-slide dietro l’atro, Foster Dupont che sta cambiando l’olio alla sua Chevy del ’48 e Paul Constantineau che , tra un aerial e l’altro, ripensa agli eventi della notte precedente, nel backstage al Forum Arena con Charlie Daniels, Eric Clapton e poche centinaia di altri.
( In una delle sue trovate meglio riuscite, Paul C.- con Dexter il Rastaman- è andato a skateare proprio di fronte all’ingresso del backstage dell’arena, facendosi notare da Charlie Daniels l’Uneasy rider. Charlie e il suo entourage rimasero così colpiti dalle prodezze dei soldati di Dogtown che chiamarono Clapton, il quale ha omaggiato i ragazzi con un paio di pass per il backstage del concerto ormai sold out da mesi.
Hanno passato tutti quanti una splendida serata, specialmente Constantineau che sta appena iniziando a venire fuori dai residui di follia della sera precedente).

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Mentre la troupe dell’ NBC documenta la frenesia per la celluloide che si riscontra nell’onda di cemento, Ray Duncan intervista una grande varietà di personaggi.
Nel segmento in cui si intervista Stacy Peralta, il giornalista commenta che non ha mai visto niente di simile, e Peralta risponde: “Non c’è mai stato nulla di simile”. A quel punto, l’intervistatore indietreggia, perso in speculazioni su questo nuovo tipo di divertimento stile ’70, che è così oltre rispetto all’ombra concettuale del Cervino di plastica del parco della Disney, che lussuriosamente si staglia attraverso la Santa Ana Freeway.
Nel frattempo all’altra estremità del park di calcestruzzo e erba sintetica , la troupe è assorta in una discussione con Paul C. sulle possibilità fotografiche della fotografia applicata allo skateboard, quando il regista, pigramente, ipotizza che “sarebbe sensazionale poter attaccare la fotocamera direttamente sopra uno skate.”
A questo punto Constantineau comincia ad andarci giù sempre più pesante con le manovre, cosa per lui non nuova visto che è abituato a lavorare come stunt davanti alle telecamere di una gran varietà di registi come MacGillivray Freeman-, Dittrich, Darrin, Jepsen, Kalionzes, Murphy, Valentine e Ketonen. La crew coglie l’occasione al volo attaccandosi le telecamere al naso e registrando tale sfoggio di grazia animale e aggressività.
Durante la sua performance Constantineau esegue un repertorio vasto e variegato che va dai bert verticali , agli slide e agli aerial e finisce lo show buttandosi dentro la bowl centrale con trenta chili di attrezzatura fotografica legata addosso e uscendone con un ollie di dimensioni colossali che chiude esattamente di fronte al regista al quale rende la telecamera- che riacciuffa un attimo prima che cada- in mano.
Il regista rimane completamente senza parole, dopo aver visto diverse migliaia di dollari di fotocamera e obiettivi, il suo lavoro, la sua sanità mentale e la sua vita passargli davanti agli occhi nel medesimo istante.

Quando se ne andarono, Ray Duncan prese i ragazzi da parte e disse: “Voi ragazzi siete davvero forti.” La loro risposta fu: “Non avete ancora visto niente.”

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