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Foto : David Marsili

Dici Toscana e subito una serie di immagini appaiono, come una pioggia di flash, nella mente di chi ascolta: verdi e dolci colline cucite assieme da filari di vite che si perdono nell’orizzonte, uno scuro e rotondo vino rosso – accompagnato da enormi bistecche di manzo cotte su sfrigolanti griglie annerite dal fumo – e piccoli paesi ricolmi di storia.
Poi parli di Firenze ed è come sfondare una porta aperta, tutti conoscono Piazza della signoria, il David di Michelangelo e l’intramontabile Ponte Vecchio.
Pochi però si soffermano a pensare al Sampietrino.
Il Sampietrino è un blocchetto di pietra di 12 x 12 cm tipico della pavimentazione stradale del centro storico di Roma e presente in molte città del centro Italia tra le quali non manca la nostra Firenze.
La simpatica pietra introdotta nel 1585 da Papa Sisto V , altre a un gradevole aspetto estetico, ha alcune interessanti caratteristiche tra cui quella di non essere cementata, ma solo posata e poi battuta su un letto di sabbia, risultando così di facile rimozione.
_MG_0223Questo le ha permesso di divenire indiscussa protagonista di tutte le rivolte di piazza che, fin dal medioevo, hanno animato questo nostro caldo paese e di avere, quindi, un posto speciale nel cuore e nelle mitologia di ogni giovane ribelle. Nonostante gli indiscutibili vantaggi e l’innata simpatia che l’utilizzo volante di questa pietra ci suscita, per noi amanti della tavola a rotelle, essa ha lo stesso effetto repulsivo che ha per le menti di despoti e governanti; i selciati che vengono fuori dalla posa di tutte queste pietre, infatti, risultano assolutamente irregolari e non permettono di avere una pavimentazione sufficientemente liscia da consentire una sincero e godurioso drifting.

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Niente da fare dunque, nessuna speranza per i nostri 30 pollici di acero, a Firenze di fare del sano longboarding non se ne parla neppure.
Niente di più lontano dalla realtà, i riders del capoluogo toscano, quando non hanno tempo ne voglia di rifugiarsi a bombare qualche collina nel vicino outland, hanno pochi posti dove rifugiarsi e uno solo di loro può fregarsi del titolo di Home Spot : Il piazzale Michelangelo.
La poca scelta può sembrare un limite, ma l’affollamento da queste parti non sappiamo ancora che cosa sia e la soddisfazione di intraversare la tavola con la cupola del Brunelleschi riflessa nella pupille, ripaga per quel poco di monotonia che accompagna i posti che siamo soliti chiamare “casa”. Certo chiamare casa delle pietre che hanno un migliaio di anni di storia più sembrare pretenzioso ma, per chi è nato e cresciuto da queste parti, è strano quanto lo è lasciare una strisciata di uretano su di un selciato che potrebbe avere accarezzato le scarpe di Dante Alighieri e , credete a me, è meno sacrilego di quanto possa sembrare.

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E poi, a essere sinceri, gli Uffizi, il campanile di Giotto e l’Arno che scorre sonnacchioso e sornione, sotto ponti carichi di storia, sono una magnifica cornice, ma le cornici, per essere apprezzate a pieno, hanno sempre bisogno di un bel quadro all’interno e questa città, ultimamente, pare dipinta su di una tela monocromatica. Noi skater, bel lontani da avere la presunzione di scuotere il gigante addormentato, siamo comunque felici di sporcare il disegno questa città, contribuendo, con un po’ di colore, a rendere più viva una tavolozza le cui sfumature paiono essere state sostituite da una vasta e monotona varietà di toni di grigio.

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