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Tom Blake è il legame evidente tra gli originari Waterman del sud Pacifico e i surfer del ventesimo secolo. Non solo ha preceduto la maggior parte degli altri surfisti Americani sul sacro suolo delle Hawaii, ma capì e fece sua la mentalità Hawaiana, inserendosi in piena armonia nella millenaria storia del surf, mettendo tutto se stesso e la sua inventiva nel fare progredire l’arte di cavalcare le onde .

Nella vita di Blake non vi era alcuna separazione tra religione, surf, nuoto, costruzione di tavole da surf, modo di nutrirsi ed esercizio fisico. A quel tempo nessuno immaginava che il suo stile di vita poco ortodosso, un giorno sarebbe diventato uno degli standard culturali più seguiti dai surfisti di ogni parte del globo.

– Gary Linch ( surfer e biografo Ufficiale di Tom Blake) –

Ad eccezione di Duke Kahanamoku, il “padre del Surf moderno,” nessun altro singolo individuo ha avuto un impatto maggiore sullo sviluppo del surf nella prima metà di questo secolo.
Thomas Edward Blake ha una storia particolare , nacque lontano dal mare, a Milwaukee, nel Wisconsin, l’ 8 marzo del 1902 e ci ha lasciato nel 1994, all’età di 92 anni.
Nonostante l’enorme contributo tecnico e culturale apportato al surf riding , inventando, di fatto, la pinna per le tavole da surf, la Hollow board e scrivendo articoli e libri sulla mistica e religione dell’arte di cavalcare le onde , nel 1955 – disilluso dall’affollamento e dall’eccessiva commercializzazione dello sport – lasciò per sempre il mondo del surf.
Ma andiamo con ordine.

La sua vita cambiò improvvisamente nel 1920 quando Duke Kahanamoku si fermò a Detroit.
Kahanamoku era sulla via del ritorno dopo aver vinto la medaglia d’oro ai Giochi olimpici di Anversa, in Austria. Quella sera in particolare, Duke e un gruppo di compagni hawaiani erano ospiti in un teatro di Detroit dove venivano proiettate le loro imprese.
“Anch’io ero andato a vedere il film”, ha scritto Blake, “e ne fui così impressionato che quando mi sono trovato nelle vicinanze del Duke l’ho intercettato nella hall del teatro e gli ho chiesto di stringermi la mano.” A quel tempo, Blake non aveva idea che nel giro di pochi anni, lui e il Duca sarebbero diventati fratelli di surf.

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Tom Blake e Duke Kahanamoku

Ancora minorenne durante la prima guerra mondiale, Tom cominciò a viaggiare all’età di 17 anni. Attratto dalla strada e da un personale e avanguardistico senso di libertà , iniziò a vagabondare per l’America saltando da un treno merci all’altro, come uno dei tanti Hobo che animavano il panorama fisico e culturale dell’America dei tempi e che avevano Jack London come padre putativo.
Nel giro di qualche anno Tom si ritrovò in California e non ci mise molto per rendersi conto di avere un innato senso di comunione con l’oceano.
“i Vultee Boys iniziarono in quel periodo”, racconta Blake. “Preston Peterson, l’ho visto surfare a Ocean Park circa nel 1924, quando aveva nove anni. Da quel momento non smise più… Dal 1933 Peterson è stato il migliore sulla costa del Pacifico e la sua bravura è pari al meglio che si può trovare a Waikiki”.
Trasferitosi a Santa Monica, Tom iniziò a lavorare come Lifeguard e fu così che entrò per la prima volta in contatto con le pesanti tavole di legno che si usavano ai tempi per surfare. Il suo primo approccio allo sport fu traumatico; la prima onda che tentò di prendere si rivelò un pauroso wipe out che lo tenne lontano dalle onde per qualche mese. Quando finalmente ritrovò il coraggio per tentare di cavalcare un onda e ci riuscì, fu un enorme punto di svolta sia per la vita di Tom che per la storia del surf moderno.
Innamoratosi del surf e del senso di comunione con la natura che la pratica di questo sport riusciva a trasmettergli, Blake fece visita alle isole Hawaii già nel 1924, sulle tracce di Duke Kahanamoku, padre del surf moderno, diventando, di fatto, uno dei primo Haole ( non nativi) a frequentare i grandi templi del surf Hawaiano.
Quello con le isole e , in particolare, con la spiaggia di Waikiki fu amore a prima vista, un amore che rimase immutato fino alla metà degli anni ’50.adler1

“La spiaggia di Waikiki è stata gentile con me” ricorda nel libro Hawaiian Surfboard “ e i nativi lo sono stati ancora di più. Ho avuto l’onore di condividere con loro del grande surf, di imparare osservandoli, condividendo lo spirito di quella che, per loro, era più di un’esperienza. Mi sono seduto al loro luaus , ho potuto osservare le loro più belle donne mentre ballavano l’ Hulas , sono stato invitato nel loro esclusivo Surfriding Club Hui Nalu – un club riservato ai soli nativi – ho avuto l’occasione di tenere la posizione di onore (a prua) sulla canoa a vela e sono stato iniziato ai segreti della pesca subacquea fuori dalla barriera corallina. Ho imparato molto da quelle persone. “
Tutto questo comunque sarebbe arrivato qualche anno dopo; nel 1924 la sua visita fu piuttosto breve – meno di un anno – ma tanto gli bastò per osservare le tavole tradizionali e , una volta a casa, costruirne repliche esatte e sviluppare progetti innovativi che, partendo dai disegni originali, apportarono modifiche fondamentali allo sviluppo della tavola moderna.

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Antiche tavole “Olo “

Tornato a Santa Monica nei primi mesi del 1925, riprese a lavorare come Lifeguard al fianco di Kahanamoku e a surfare – tra i primi – molti dei break Californiani, tra cui Malibù. L’anno successivo tornò nuovamente nelle isole e, per i successivi 30 anni, divise il suo tempo tra le Hawaii e la California meridionale diventando il primo surfista haole nato in America a vivere alle Hawaii.
Il suo ritorno a Waikiki coincise con la sua scelta vegetariana e con l’avvio della costruzione di un pensiero filosofico e religioso che lo caratterizzò per la vita intera.
Fu questo anche il periodo in cui cominciò seriamente a studiare le antiche tavole Olo della tradizione Hawaiana, restaurandole e costruendo prototipi ai quali apportava modifiche fondamentali allo shape e al peso ; modifiche che porteranno alla prima , rivoluzionaria, Hollow board , una tavola innovativa per l’epoca che pesava molto meno dei 55 kg tipici delle tavole tradizionali.

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L’ossatura a celle delle innovative Hollow Boards di Tom Blake

Nel 1931, finalmente, brevettò la Blake Hollow Surfboard che, pensando meno di 40 pounds, aprì la strada verso il surf a centinaia di persone che non avevano un fisico sufficientemente allenato per portare in acqua le pesanti tavole in uso fino all’ora.
In quegli anni di sperimentazione Blake mise mano ad un’altra innovazione dalla portata rivoluzionaria; nel 1935 , mentre surfava alle Hawaii, ebbe l’idea di attaccare alla sua Hollow board una pinna da 4 pollici ricavata da una vecchia imbarcazione cambiando per sempre la storia del surf…

to be continued

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