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“Vi ricordate di quando andammo a sud con quelle sgallettate di Las Vegas  e ci fermammo a mangiare ciambelle? Vi ricordate che fece? Comprate le ciambelle, torniamo fuori e lo troviamo in piedi sul cofano, nudo come un verme, con un forchettone in mano che urlava di essere nettuno! Ah , e un altra cosa: si era infilato una ciambella intorno al pisello …”

In “Un Mercoledì da leoni” Matt Johnson ricorda così l’amico Waxer , da poco morto in Vietnam. Nella realtà si dice che fosse proprio lui il protagonista di questo episodio, o meglio, che lo fosse Lance Carson, il surfista di Malibù al quale John Milius ha dichiarato di essersi, in larga parte, ispirato per la creazione del personaggio di Matt Johnson.
Lance Carson nacque nel 1943 a Santa Monica, in California, e crebbe nella vicina Pacific Palisades. Nacque con la spina bifida e ai suoi genitori fu detto che l’acquaticità avrebbe potuto promuovere la crescita ossea del bambino; perciò Carson cominciò a surfare all’età di quattro anni, su una bellyboard di balsa costruita da suo padre.
Nel 1956, Carson era il più giovane di una nuova generazione di surfisti di Malibù che comprendeva Mickey Dora, Mike Doyle, e Mickey Muñoz. Entro la fine del decennio quel lembo di spiaggia sarebbe diventato il più noto surf spot del mondo e Carson, Dora e tutti gli altri definirono uno stile, di vita e di surf, che divenne leggendario.lance_rincon_grannis
Dora, con i capelli scuri e l’atteggiamento scontroso e ribelle dell’eterno outsider e Carson sempre ubriaco, ma perfettamente composto negli infiniti noseriding sul suo nove piedi celeste, davano vita, sull’enorme palcoscenico naturale delle onde di Malibù, ad una solenne e profana rappresentazione religiosa.
Entrambi sono stati descritti nel 1966 nel famigerato film di Bruce Brown The Endless Summer; nel film la voce narrante di Brown, commentando un lunghissimo noseride di Carson, dice che “E’ così rilassato che si ha la sensazione che potrebbe avere in mano un panino al prosciutto mentre se ne sta la sopra.”
Anche se non dimostrò mai alcun tipo di interesse per i contest, nel 1965 fu inserito al secondo posto, alle spalle di David Nuuhiwa, in una lista dei 10 migliori noseriders del mondo stilata dalla rivista Surfer. Allergico, inoltre, a ogni qual si voglia tipo di lavoro legato al mondo delle sponsorizzazioni, si manteneva lavorando da Jacobs Surfboards a Hermosa Beach, prima come venditore, poi come shaper.
lance_64_car_536-1Famoso per le sue peripezie alcoliche e la surrealtà di gesti e azioni – in Un mercoledì da Leoni Matt Johnson, ubriaco, si mette a fare il torero con le macchine provocando un incidente, nella realtà questa fu soltanto una delle innumerevoli intemperanze di Lance – Carson ha continuato a bere pesantemente attraverso tutti gli anni ’60 e ’70 per poi chiudere definitivamente con l’alcol nel 1979.
Con l’avvento della shortboard revolution Lance si rifiutò ostinatamente di abbandonare il longboard, legato a un mondo e un approccio allo sport che non accettava di veder scomparire. L’ostinazione però spesso ripaga degli sforzi sostenuti così, in netto anticipo con la rinascita del longboard style, Lance si procurò alcuni pani di foam da 10 piedi ( introvabili in quel periodo di entusiastica e monodirezionale adesione alla filosofia della shortboard) e si mise a shapeare bellissime, old school, Longboard .
Nacque così la Lance Carson Surfboards, di stanza a Pacific Palisades, dove – quando non è impegnato col gruppo Blues Lance Carson and the Malidù all stars– si può ancora vederlo al lavoro su qualche tavola.

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