lennyhydrofoil

Nel corso della storia, i progressi tecnologici hanno ridefinito le culture in tutto il pianeta e il mondo del surf non fa eccezione. Evoluzione e sviluppo della tecnologia per le mute, Wave garden, l’onda di Kelly, le mute con i palloncini per i wipe out sulle onde enormi, l’hydrofoil e i nuovi materiali di altissimo livello per la costruzione delle tavole hanno cambiato il come , dove e quando possiamo surfare.
L’argomento suscita così tanto interesse che su surfer magazine si è acceso un dibattito serrato.
La maggior parte delle persone pare essere d’accordo sul fatto che tutto questo rappresenti un grosso beneficio per tutti quelli che amano il nostro sport. C’è però qualcuno che la pensa diversamente, che crede che lo scivolare sui flutti marini abbia più a che fare con la cultura che con lo sport e che si chiede quanto lontano, tutti questi progressi, ci stiano portando dall’essenza naturale dell’arte di cavalcare le onde; interrogandosi su quale sia il punto in cui quello che facciamo smette di poter essere definito surf .
La domanda più insistente di chi sposa questa linea di pensiero pare essere questa: Con scorciatoie tecnologiche come le tavole spinte su onde enormi dalla propulsione dei jet sky, le grosse multinazionali che sponsorizzano ogni evento di un certo livello e le piscine con onde artificiali che diventano una realtà sempre più vicina, quanto siamo vicini dal perdere lo spirito del surf tradizionale?
Fondamentalmente però, il nocciolo della questione pare girare intorno a quello che surfiamo. Dopo il perfezionamento del Wave Garden, l’apertura del parco di Snowdonia in Inghilterra e , sopratutto, dopo la rivelazione al mondo della mirabolante onda artificiale creata da Kelly Slater , tutto pare essere a un punto di svolta. Questi gioielli di ingegneria applicata al riding sono capaci di produrre una serie infinita di onde perfette e tubi mozzafiato in posti in cui il mare non si riesce a vederlo neppure col binocolo. Tutto questo ovviamente sempre che si abbiano le possibilità economiche per potersi permettere l’entrata in questi centri commerciali delle onde.
Anche se la disponibilità giornaliera di onde perfette – pur se a pagamento – può sembrare il sogno di ogni surfista medio borghese, viene da chiedersi, se quello a cui ci troviamo davanti quando vediamo un ragazzo cresciuto tra le onde dolci di una piscina, sia ancora un surfista.

kelly1
L’onda artificiale creata da Kelly Slater

L’atto del remare fuori, in mare aperto e la scelta di un’onda che è unica e sola, così come lo è quella singola swell che abbiamo scelto, aspettato e seguito , sono o no aspetti indissolubilmente legati all’intima natura del surf?
Cosa è che sta nascendo e quanta compatibilità ci sarà tra il vecchio e il nuovo mondo?
Saremo ancora tutti parte di un’unica, sebbene variegata, famiglia o si creerà uno scisma tra i surfisti tradizionali, legati indissolubilmente alle onde dell’oceano e il gruppo emergente di surfisti nati e cresciuti sulle onde artificiali?
I nostri fratelli che vivono senza uno sbocco sul mare – abituati a passare le loro giornate tra le onde perfette delle piscine- potrebbero addirittura sviluppare una cultura tutta loro, che poco ha a che fare con quella che siamo abituati a conoscere e in cui siamo soliti riconoscersi.
Certo non tutto il male viene per nuocere, surfare soltanto onde perfette e indistinguibili l’una dall’altra magari potrà far nascere una nuova e sgargiante era, fatta di altissime prestazioni e mirabolanti manovre.
Come se non vedessimo già abbastanza air reverse.
I più radicali pensano che il massimo che potremmo aspettarci da questa nuova rivoluzione sia la nascita di una cultura popolata di kook fatti con lo stampino, capaci di surfare solo in condizioni ideali.
Noi non abbiamo una risposta a tutti questi interrogativi, crediamo però che la maggior parte dei surfisti sarebbe d’accordo se dicessimo che nell’arte di cavalcare onde reali, in mezzo al mare e senza assistenza meccanica, ci sia qualcosa di profondo; un qualcosa di intangibile che ha più a che fare con l’anima di un gesto che con la perfezione della sua esecuzione.

Annunci