15960a_1024x1024Fine anni ’60, quattro ragazzi settano gli strumenti su di uno scalcinato palco affacciato su un deserto di pietrisco infuocato. Sulle loro teste uno sbiadito striscione di stoffa color porpora recita “ Psych Fest”.
Siamo ad Austin, in Texas, ben lontani dalla spiagge della california e nell’aria c’è qualcosa di nuovo, qualcosa che prende l’ancora giovane musica rock, la mescola con la surf music californiana e la trasforma in un suono nuovo, frutto di una fusione di stili alimentata da espansioni chimiche celebrali.
Inizialmente sintetizzata dal chimico svizzero Albert Hoffman nel 1938, l’LSD divenne popolare come strumento di esplorazione cosmica nel 1960, con Ken Kesey e Timothy Leary che si affannavano come ambasciatori della molecola che credevano un passaporto per l’espansione delle coscienze.
Così, quasi per caso, musicisti del sud degli stati uniti cominciarono a legare i riff di chitarra ai trip di acido, in un mix indissolubile di rock’n roll e serotonina e, in quel contesto culturale, fu proprio Austin a divenire fulcro vitale di una scena musicale che si faceva sempre più complessa e che si sarebbe presto diffusa in tutto il paese.
Anche se è stata San Francisco e segnare l’epicentro delle onde d’urto psichedeliche che hanno colpito la nazione, è stato il sud del Texas che ha registrato i primi e indipendenti vagiti del genere; e questo sopratutto per via dell’eclettica personalità di uno dei suoi abitanti e dell’innovatività del gruppo che tirò su : i 13th Floor Elevators.

Ma arriviamo a Roky Erickson ed alla sua creatura con calma; le radici di tutto vanno cercate, oltre che nelle droghe neuro espansive, nella surf music; nei primi anno ’60 i membri delle surf band Bubble Puppy e The Laughing Kind salirono dalla costa californiana verso San Antonio, in Texas, portando con se reef oceanici e i primi pedali per chitarra specificatamente modificati per il surf sound. In quel periodo il Texas ebbe la più grande scena di surf music al di fuori degli stati costieri; i gruppi spuntavano come cactus nel deserto e ogni quartiere aveva il suo locale dedicato alla musica dal vivo. Fu in quel clima di fervore creativo che l’Lsd arrivò, impattando una scena culturale in pieno fermento. Quando l’acido incontrò le chitarre surf ne modificò il suono rendendolo più pesante e distorto e, allo stesso tempo, etereo e ridondante, come se venisse da un’altra galassia.
Il contagio fu così rapido che, in breve tempo, anche le surf band di San Antonio cominciarono a suonare quello che ad Austin i 13th floor elevator avevano già iniziato a chiamare psychedelic rock.

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Roky Erickson e i 13th floor elevators, 1966.

La, nel 1965, il chitarrista Stacy Sutherland, il batterista John Ike Walton, il cantautore e suonatore di Jug (uno strumento musicale simile a una grossa brocca in cui si soffia dentro) Tommy Hall si unirono a Roky Erickson – cantante dalla personalità eclettica e complessa – dando vita ad uno dei gruppi più innovativi del periodo che, nell’album d’esordio The Psychedelic Sounds of the 13th Floor Elevators, fu una delle prime band ad usare la parola “psichedelico” per definire il proprio suono.
Grazie alla loro spinta Austin divenne il fulcro di una scena variegata che includeva band come The Conqueroo, Shiva’s Headband and the Golden Dawn e che girava intorno al Vulcan gas company, storico locale al 316 di Congress Avenue .
L’età d’oro della psichedelia però era destinata a bruciare velocemente ed esaurirsi presto, come il cero acceso da due parti di Runneriana memoria e, già nel 1969, si cominciavano a vedere gli accenni di una decadenza che, di li a poco, avrebbe investito l’intera scena.

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Vulcan gas company

L’oasi psichedelica Texana non riuscì infatti a superare il secondo mandato di Nixon; dopo la torbida storia di Manson e gli incresciosi fatti di Altamont, la polizia avviò infatti uno stretto giro di vite su tutti i gli spiragli di contro cultura, compreso quello musicale.
“Bastava accendere una canna per ritrovarsi addosso un intero plotone di federali “ ricorda Margaret Moser – proprietaria della Tex Pop (South Texas Popular Culture Center ) e cofondatrice dell’ Austin Chronicle – “era iniziata una vera e propria caccia al capellone “.
Il dipartimento di polizia di Austin cercò di tagliare la testa al serpente psichedelico colpendo il cuore della scena, i 13th floor elevators.

Le forze federali si accanirono in particolare sulla psiche già fragile di Roky Erickson – una schizofrenia paranoide diagnosticata da diversi anni e aggravata dall’uso costante di lsd – arrestandolo, nel 1969, per il possesso di una sola canna. Davanti alla prospettiva del carcere Roky preferì farsi passare per pazzo finendo, suo malgrado, in un incubo giudiziario e ospedaliero dal quale uscì soltanto molti anni dopo. Ricoverato inizialmente all’ Austin State Hospital subì diversi elettroshock e, dopo diversi tentativi di fuga, fu trasferito al Rusk State Hospital for the Criminally Insane, dove rimase fino al 1972 e subì ulteriori trattamenti di elettroshock e somministrazioni di clorpromazina.
Parallelamente la repressione della polizia Texana continuò senza sosta, costringendo i musicisti a trasferirsi in California e spingendo il Vulcan a chiudere definitivamente i battenti. Così, nell’estate del 1970, tutto quanto pareva finito.
Ma quando gli incendi non si spengono per bene è facile che il fuoco, prima o poi, torni a divampare. E così ha fatto la scena psichdelica texana; è rimasta sopita, come un tizzone non estinto, a covare nel sottobosco fino a che non si è alzato il vento giusto che l’ha fatta di nuovo divampare.
E il vento, da quelle parti, ha ricominciato a spirare all’inizio degli anni 2000.
A fare da capostipite di questa nuova ondata psichedelica i Black Angels, band di Austin che, dal 2004, ha sfornato un album dopo l’altro di psichedelia pura come i primi Hofmann doppio stampo. Il gruppo, tra i principali a ispirare tutto il movimento nu-psych contemporaneo e band di culto della scena underground statunitense, rappresenta il fulcro attorno al quale si muove la galassia psichedelica moderna.

phosgenebaChristian Bland – chitarra, voce e mente del gruppo – ricorda così il suo riavvicinamento al genere di Roky Ericson “ A un certo punto ho cominciato a sentire di nuovo del vero rock‘n’roll alla radio. Erano i primi anni 2000 e le stazioni passavano band come White Stripes, Black Rebel Motorcycle Club, The Warlocks, Clinic e Brian Jonestown Massacre, gruppi che non avevano timore di immergersi a pieno nello stile anni ’60 e che facevano roba che suonava come tutto quello che avevo ascoltato crescendo e che mi aveva fatto innamorare della musica. Insomma, quando ho sentito queste band portare quel suono nei tempi moderni, ho pensato che avrei potuto fare lo stesso.”
Margaret Moser che – come redattrice musicale dell’Austin Chronicle – ha potuto seguire tutta la storia, dall’inizio fino ai giorni nostri, fa un analisi un po’ più profonda. “Roky non è mai andato via”, dice con un sorriso. “ Erickson, come Willie Nelson, è uno di quei musicisti venerati da tutti quanti. Perché la musica degli Elevators nasce ad Austin e ad essa è rimasta sempre strettamente connessa. Così, quando è arrivato il momento per un rilancio vero e proprio della psichedelia è stato naturale che avvenisse qua e che band comi i Black Angels fiorissero nell’orbita dei 13th Floor elevators. “

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I Black Angels

Marc Anthony Smith, un veterano della scena psichedelica di San Antonio, ha invece una teoria alternativa e lisergica sul ritorno dello psych rock. “Nel novembre del 2000 “ racconta Marc “La DEA ha buttato dentro William Leonard Picker, il Walter White dell’ LSD e, secondo il governo degli Stati Uniti, con Picker fuori dai piedi la disponibilità di LSD in tutto il mondo è scesa di un incredibile 90 per cento. Beh, era vero… l’LSD era fuori dalla scena in quel periodo. Se qualcuno diceva che ce l’aveva era una bugia perché non ce n’era una goccia in tutto il Sud“, dice Smith. “Poi, dal 2004, ha cominciato a tornare; e in quel periodo hanno cominciato anche spuntare fuori le band. Io penso che le due cose sia connesse. Se sei una band psych, se la psichedelia è la tua etica e non c’è nessuno in giro che ha una goccia d’acido è difficile suonare. “
Qualunque sia la verità, che si tratti di un retro-rigurgito della cultura pop, di un’ondata di nostalgia, di un grande momento per la droga o di un mix di tutto questo, lo psych è in pieno boom negli Stati Uniti e anche fuori si cominciano a sentirne gli echi. “Ci sono un sacco di band che suonano garage e psych “, dice Bland. “Ce ne erano già un po ‘quando abbiamo iniziato, ma c’è stata un’esplosione incredibile negli ultimi anni.”
Per aiutare a mantenere vivo il movimento psych e agevolare le band a fare uscire gli album, i Black Angels hanno fondato l’etichetta Reverberation Appreciation Society. “Il nostro obiettivo è quello di preservare l’eredità del rock‘n’roll psichedelico – che crediamo nato qui a Austin – di mantenere l’eredità viva e di spingerla verso il futuro della psichedelica” dice Bland.
Ed è dall’inesauribile energia del cantante del gruppo che è nato uno dei più grandi poli aggregativi del genere: L’Austin Psych Fest. “L’idea è nata nel 2008”, dice la chitarra degli Angels. “Essendo stati in tour per due anni e mezzo, ci eravamo incontrati con così tante band interessanti in tutto il paese che abbiamo pensato ‘perché non organizzare un festival con tutti i nostri amici ? ’ “f-a-13-05-austin-psych-fest
Da allora, lo Psych Fest è aumentato a dismisura, da piccolo ritrovo per musicisti appassionati alla grande tre giorni di Carson Creek Ranch che è adesso. In giro per il Texas si fa un gran parlare del festival, si dice che sia come un grande abbeveratoio sacro, dove andare ad immergersi per uscire rigenerati e rinati ad uno stile che non ha mai lasciato la zona.
Davvero allora la psichedelia è rinata o ci troviamo davanti semplicemente ad un revival banale e poco originale?
Molte band che gravitano intorno all’universo dell’etichetta creata dai Black Angels portano, a tratti, a pensare a qualcosa del genere, sfornando album che paiono essere usciti nel ’67 pur non avendo un briciolo della spinta sperimentale e creativa di quegli anni.
Non per tutti – e non sempre – è così però; Prendiamo i Night Beats – una delle migliori formazioni/costola dei Balck Angels – dopo un secondo, entusiasmante, album (Sonic Bloom) che ha però il limite di guardare più al passato che al futuro, hanno fatto uscire un nuovo lavoro ( Who sold my generation ) che pare portare, dentro di se, una spinta personale che gli catapulta fuori dal revival fine a se stesso. Per quanto riguarda i capostipite della scena, I Black Angels, il discorso è un po’ diverso; a fronte di due album di esordio esaltanti parevano essersi ripiegati su stessi nei successivi lavori, dando spazio ad un’orgia di reverberi e cori che più che portarli verso lidi californiani di pop psichedelico ben curato, li aveva rinchiusi in una bolla di noia autocompiaciuta.
Il momento nero sembra però passato, il 21 di aprile uscirà Death Song, il sesto album della band, e Currency, il singolo da poco rilasciato, fa ben sperare per un ritorno agli antichi fasti degli angeli neri della psichedelia moderna.
In fin dei conti, comunque la si voglia vedere, ad Austin, il cuore psichedelico pulsa forte come non mai e, se si è abbastanza attenti, si riesce a sentirne i battiti fino in Europa.

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