Kerobokan Prison Bali Indonesia
La prigione di Kerobokan, a Bali

Ci sono storie che, solitamente, hanno attorno a se un certo alone di fascino e non si riesce a fare a meno di raccontarle. Tra queste, quelle che trattano di evasioni rocambolesche sono tra le più affascinati; se poi aggiungiamo il fatto che il tutto è avvenuto in una delle mecche del tube riding mondiale, viene fuori una trama pressoché perfetta.
E questa storia è una storia di questo genere.
Tutto è cominciato nel 2016, quando Shaun Edward Davidson – invece di presentarsi ad un’udienza relativa al possesso di droga in Australia – decise di darsi alla macchia, volando verso Bali e riuscendo ad entrare sull’isola con un visto turistico dalla durata di appena un mese.
Chiunque sia stato a Bali sa che, se ci si fa travolgere dei ritmi dell’isola, trenta giorni passano in un attimo e questo deve essere valso anche per Shaun che – con tutti i guai che lo aspettavano a casa – non ci pensava neppure a lasciare Kuta beach.
Perciò, una volta scaduto il visto, ha pensato bene di non muoversi di un centimetro da dove era.
L’Indonesia però – lo sa bene chi passa svariati mesi tra le sue onde perfette – può essere un posto piuttosto severo per quanto riguarda certe questioni; così , per tutelarsi, l’australiano ha pensato di procurarsi un passaporto falso.
Non sempre però le ciambelle vengono fuori col buco, perciò quando le forze dell’ordine – chiamate dal gestore insospettito dal documento “strano” che il ragazzo aveva presentato – si sono presentate all’hotel per un controllo, si sono accorte che il passaporto in possesso dell’australiano era decisamente inadeguato .
Il documento presentava infatti la foto di un uomo che non gli somigliava per niente e, per di più, di svariati chili più grasso.

A nulla sono servite le blande giustificazioni di Shaun – che continuava ad asserire di aver fatto quella foto quando era decisamente più in carne – le autorità Balinesi hanno subito capito che quell’individuo stava usando un documento falso e, oltretutto,  che stava raccontando un sacco di fregnacce.
Messo alle strette il ragazzo ha tentato di giustificarsi in ogni modo “ Avevo perso il mio passaporto poco dopo essere arrivato in Indonesia “ ha dichiarato agli agenti “ poi una sera ho trovato quel passaporto per terra, nell’hotel dove stavo. Avevo bisogno di un posto dove soggiornare – è piuttosto difficile vivere per strada in un paese come questo – e l’unico modo per prenotare un’altra camera era avere un passaporto. Questo è l’unico motivo per cui l’ho preso, ed è stata l’unica volta che l’ho usato. ”
Ma le scuse sono servite a poco e Davidson è stato condannato ad un anno da scontarsi nella prigione di Kerobokan; una sentenza che – considerando che poteva essere condannato ad un massimo di sette anni – è da ritenersi abbastanza leggera, considerato il contesto.
Con soltanto tre mesi ancora da scontare, tuttavia, in questi giorni l’australiano è scappato.
Shaun, assieme con il bulgaro Dimitar Nikolov, l’indiano Sayed Mohammed Said e al malese Koko King bin Tee Kim Sai, ha probabilmente passato svariate settimane a scavare un tunnel sotterraneo, per poi aspettare il momento giusto per usarlo.

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Il buco utilizzato per scappare

Viene da chiedersi come mai, con così poco tempo ancora da scontare, il ragazzo abbia deciso di fuggire, aggravando ancora di più la sua posizione. E’ quindi spontaneo pensare alle disumane condizioni di detenzione a cui sono sottoposti gli esseri umani in gran parte del mondo.
In particolare la prigione di Kerobokan, costruita per non più di 300 prigionieri, ne ospita , allo stato attuale, circa 1200. Lo stesso Davidson , nel 2016 , parlando dalla sua minuscola cella a Dempasar, ha dichiarato al Sidney Morning Herald “ Le prime due settimane in cui arrivi ci sono con te altre 20 persone, in una stanza delle dimensioni di questa cella. Nessun letto, niente di niente e non si ottiene niente. Ci sono soltanto i pavimenti in cemento e un buco in terra in un angolo, che serve sia da gabinetto che da doccia. “
Attualmente non si hanno sue notizie e le autorità balinesi non hanno idea di dove sia il trio, anche se hanno dichiarato che pare molto improbabile che siano riusciti ad uscire da Bali.

fonti:

http://www.smh.com.au/world/bali-prison-escapee-shaun-davidson-told-prisoners-he-didnt-want-to-return-to-australia-20170619-gwuhwl.html
www.theinertia.com
http://www.smh.com.au/world/australian-shaun-davidson-jailed-in-bali-for-using-another-mans-passport-20160901-gr6qal.html
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