Surfista innovativo e ingestibile di Hollywood, California, patrigno dell’icona del surf Miki Dora, Gard Chapin fu uno dei surfisti più talentuosi e meno apprezzati dell’era prebellica.
“Girava intorno a un sacco di ragazzi che surfavano su e giù per la costa Californiana ma, sostanzialmente, restava sempre da solo”, ha raccontato lo shaper Joe Quigg “perché la maggior parte dei surfisti della sua generazione erano persone tranquille. Per loro, surfare era come andare a pescare. Gard invece viaggiava già su un altro livello, era un ragazzo selvaggio e radicale, che si dedicava totalmente all’oceano”.
Chapin nacque a Hollywood, probabilmente nel 1918; figlio di un medico iniziò a fare surf nei primi anni ’30. Le pesanti assi di legno massiccio utilizzate durante il periodo consentivano pochissime manovre ma Chapin, dopo aver sviluppato un knee drop incredibile – che gli consentiva di abbassare il baricentro, guadagnando un controllo sulla tavola notevolmente superiore rispetto a praticamente chiunque altro sulla costa – riusciva a muoversi sulle onde con un’eleganza fuori dal comune.
All’inizio del decennio, Chapin – alto, biondo e muscoloso – era considerato da molti come il miglior surfista dello stato. “Gard era fantastico.” ricorda Woody Ekstrom, local di La Jolla. “Abbassava il ginocchio fino sopra al deck della sua tavola e la portava dove voleva. Nessun altro riusciva a farlo. Partiva a sinistra, poi lasciva cadere tutto il peso sulla gamba, e continuava la sua corsa andando a destra.”
E’ molto probabile che sia stato lui ad aver inventato il Cut back.
Chapin però era aggressivo in molte maniere, dentro e fuori dall’acqua. In un’epoca in cui i surfisti remavano spesso su di un’onda insieme, in gruppi di tre o più, Gard era noto per gridare e spingere gli altri fuori dalla sua strada mentre surfava. “Parlava molto; Gard era un ragazzo divertente”, racconta un altro surfista. “Questo anche perché gli abbiamo sempre dato molto spazio; tutti avevano un po ‘paura di Gard.”
Le ulcere, esacerbate dall’enorme mole di alcol che ingurgitava, tennero Chapin fuori dal servizio militare durante la seconda guerra mondiale e, subito dopo la fine del conflitto, Gard – che era un falegname di professione – lavorò brevemente con il genio del design delle tavole da surf Bob Simmons e i due sono accreditati come i primi shaper ad aver utilizzare la fibra di vetro come materiale per la costruzione di tavole.
Gard sposò la madre di Miki Dora nei primi anni ’40 e prese a portare regolarmente il ragazzo in spiaggia quando era nella sua preadolescenza, influenzando notevolmente la sua personalità.
Anche se fu il padre naturale a mettere Miki su di una tavola da surf, fu Chapin che gli shapeò la sua prima tavola e che lo indirizzò al mondo del surf radicale, passandogli molto del suo stile di surfata e ponendolo su di una strada che il figliastro seguì fino a diventare un’icona. Lo costrinse però anche a una vita familiare violenta, che segnò profondamente il carattere di Tha Cat, tanto da fargli dichiarare a Surfer Journal “Mio padre mi ha insegnato un modo di vivere gentile, mentre il mio patrigno mi ha mostrato come sopravvivere. Uno mi ha mostrato come espiare i peccati, l’altro mi ha insegnato come commetterli.”
In definitiva, il padre Miklos gli passò la raffinatezza e il gusto per la mondanità, mentre Gard gli cedette il suo senso di ribellione e di sfiducia verso l’ordine costituito, oltre ad un bel po’ pestaggi.

Miki Dora (a sinistra), la madre e Grad Chapin.

Il carattere scontroso e aggressivo che Gard mostrava in acqua e sulla spiaggia, infatti, era anche peggio all’interno delle mura domestiche. Mentalmente instabile, irascibile e spesso incredibilmente ubriaco, aveva l’abitudine di alzare le mani sulla moglie e il figlio adottivo e, quando Dora aveva 12 anni, insistette – per un capriccio che nulla aveva a che vedere con le sue credenze religiose – a volere che il ragazzo fosse circonciso.
Abituato alle uscite fuori controllo, un 4 di luglio di metà anni ’40, scaricò un caricatore di pallottole sulla testa dei vicini perché, a suo avviso, stavano celebrando troppo rumorosamente. Con un insano e contraddittorio sentimento verso il suo paese, Gard – che non aveva servito durante la seconda guerra mondiale a causa del suo alcolismo e non perdeva occasioni per esibire il suo disprezzo per l’autorità costituita – quando beveva era solito dare di testa al grido di “Il comunismo sta prendendo il sopravvento in questo paese!”.
Nel 1947 un incidente d’auto lasciò Chapin con un infortunio debilitante al collo che, a sua volta, gli costò il lavoro. Nel corso degli anni successivi abbandonò la scena del surf, continuando a vivere una vita dissoluta e ai margini della legalità. Durante una vacanza per fare immersioni a La Paz, in Messico, nel dicembre del 1957, Chapin una sera finì di cenare, uscì in mare con un gommone e, cinque giorni dopo, fu scoperto a galleggiare a faccia in giù nella baia. Nessuno chiese il rientro del corpo e fu sepolto a La Paz.
Un bel po’ di anni dopo Dora disse alla rivista Surfer che il suo patrigno era stato assassinato, anche se non c’è praticamente mai stata nessuna prova a sostegno delle sue affermazioni.
Quel che è certo è che, nonostante un rapporto che definire burrascoso è un eufemismo, la morte del patrigno lasciò un segno profondo nell’anima già tormentata di Miki. Bob Cooper, un surfista di Malibù amico di Dora, ha spesso detto “Dopo la morte di Chapin non ho mai più visto Miki ridere spontaneamente. Mai una risata di pancia. Una risata divertita, forse, o una risata costruita. Ma mai una risata a cui si lasciasse completamente andare”. Anche Greg Noll disse più o meno la stessa cosa. “É da quando Gard è morto che mi è sembrato che la vita di Miki avesse cominciato a prendere una brutta piega.”

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