Sul surf se ne sentono di cotte e di crude, dall’esaltazione entusiastica dei benefici sulla psiche e sul fisico di chi lo pratica, alle narrazioni epiche sui rischi che si corrono a entrare in mare quando le mareggiate sono belle grosse.
Ma, in definitiva, il surf che cosa è? è uno sport pericoloso o una pratica di meditazione ? Uno stile di vita salubre o un’attività che comporta dei rischi per la salute? Perché i surfisti soffrono spesso di Otiti e di infiammazioni agli occhi? Quel è la miglior dieta per un surfer? E il fisico più adatto?
Ne abbiamo parlato con Mary Showstark, physician assistant alla Yale School of Medicine, dell’American Surfer’s medical association.

  • Dal punto di vista anatomico, quali sono le parti del corpo maggiormente sollecitate durante la pratica del surf?

    Direi che sotto questo aspetto le spalle sono le articolazioni maggiormente interessate dall’attività fisica di un surfista. Se il surfer fa gli Aerial – e in misura minore anche durante il Take off – anche parti del corpo come i piedi e le caviglie sono sottoposte a un certo tipo di stress.

  • Il surf è uno sport completo dal punto di vista dello sviluppo fisico?

    In termini di sviluppo fisico, il surf è un allenamento completo per tutto il corpo. Una pratica assidua dello sport aiuta molto anche a sviluppare un elevato grado di capacità di concentrazione mentale e un alto livello di resistenza.

  • Chi soffre di ernie ha bisogno di esercizi specifici da fare a casa prima della pratica dello sport o, addirittura, per lui il surf è sconsigliato?

    Chi ha un’ernia dovrebbe anzitutto discutere con il proprio medico le possibilità che questa possa peggiorare o meno e, nel caso, di quanto. Molto poi dipende anche dalla posizione dell’ernia e dal fatto se sia stata mai operata; nel caso di un’operazione recente bisogna fare attenzione a rispettare i tempi di recupero. In linea di massima le ernie non dovrebbero precludere il surf a nessuno; tuttavia, si dovrebbe sempre consultare prima un medico.

  • Le otiti sono un problema comune per i surfisti, come mai chi pratica questo sport è più soggetto a questo tipo di patologie e cosa si può fare per prevenirle?

    Orecchio del surfista

    L’orecchio è una straordinaria piccola cavità. Sabbia e acqua però possono rimanere bloccati nell’orecchio abbastanza facilmente ed è per questo che l’Otitis Externa è comune tra i surfisti. Una patologia conosciuta anche come orecchio del nuotatore. Quando invece si parla di orecchio del surfista non ci si riferisce a questa patologia, ma a un accumulo di elemento osseo all’interno del condotto uditivo che avviene nel tempo, noto anche come esostosi. I surfisti sembrano più soggetti a questa patologia quando sono soliti surfare in ambienti freddi e ventosi. Si ritiene che questo accumulo di materiale osseo sia una risposta dell’orecchio agli agenti atmosferici esterni, in poche parole una sorta di forma di protezione. Tuttavia, questo accumulo può causare dolore e disagio, così anche il più piccolo granello di sabbia può diventare un’ostruzione e provocare difficoltà all’udito. Alcuni trovano che i tappi per le orecchie realizzati per surfisti e nuotatori aiutino a prevenire questa patologia. Anche indossare il cappuccio è una buona norma quando si surfa in acqua fredda. Inoltre, stare al caldo quando si torna a terra, indossando un cappello o una felpa col cappuccio, è di grande aiuto.
    La cosa migliore (e anche la più difficile) sarebbe trovare il modo di surfare sempre in acqua calda!

  • Lo stesso vale per il cosiddetto occhio del surfista, quali sono i motivi per cui i surfisti ne soffrono e cosa possono fare per evitarlo?

    Surfer’s Eye

    L’occhio del surfista è quello che in termini medici si chiama pterigio. I surfisti ne sono soggetti perché trascorrono molto tempo in acqua. Il sole si riflette sull’acqua e si pensa che rifrangendosi sul naso si rifletta poi nella porzione mediale dell’occhio, facendo si che si sviluppi un’irritazione a livello della cornea. Le concause che concorrono allo sviluppo dell’occhio del surfista sono molte (tutte dovute all’ambiente naturale in cui si muove un surfer) e vanno dall’eccesso di esposizione ai raggi solari, al riflesso del sole sull’acqua, agli spruzzi di acqua salata, alla polvere e alla sabbia. Tutti questi fattori contribuiscono a loro modo a creare accumuli sulla cornea.
    Gli uomini sono più frequentemente colpiti da questa patologia rispetto alle donne e lo sviluppo della malattia ha anche una componente genetica.
    C’è stato un momento in cui gli occhiali da sole che si potevano indossare anche in acqua sono diventati popolari, ma è una moda che non è durata a lungo. Indossare occhiali da sole a terra, evitare sporco, polvere e sabbia e usare colliri per lubrificare gli occhi dopo aver surfato può aiutare.

  • A vostro avviso quale è la migliore fisionomia corporea per la pratica del surf? E’ meglio essere alti o bassi? Muscolosi o elastici?

    Italo Ferreira

    Penso che tutti possano essere buoni surfisti; tuttavia, c’è da notare che la maggior parte dei surfisti che hanno successo sono piuttosto bassi. Italo Ferreira è alto 168cm ed è uno dei surfisti più competitivi al mondo. Non è una regola assoluta però, ci sono surfisti bassi e tarchiati nel tour, ma anche surfisti alti e allampanati come Owen Wright che si comportano benissimo in gara. In media, i surfisti di successo sembrano essere sui 175cm di altezza. Si potrebbe ipotizzare che i surfisti più bassi surfino bene perché il loro baricentro è più basso e quindi il loro equilibrio è migliore.

  • Quale è la migliore dieta da seguire?

    Una dieta equilibrata sarebbe raccomandata. Non è noto se esiste una dieta specifica che sia più o meno indicata per la pratica del surf. C’è da dire che ormai è abbastanza pacifico che anche diete vegetariane, vegane o prive di glutine possono essere compatibili con la pratica dello sport. Quello che è altamente consigliato è il seguire una dieta equilibrata che comprenda frutta e verdura, noci, cereali integrali, latticini a basso contenuto di grassi, pesce, carne magra e pollame. Anche l’idratazione è fondamentale.
    Negli anni, ho incontrato surfisti professionisti che mi hanno detto che essere dei pescatori è la chiave di tutto e che il segreto è mangiare soltanto pesce come fonte di proteine. Quando gli è stato chiesto il perché mi hanno risposto che i pesci sono atleti perfetti che nuotano tutto il giorno, a differenza delle mucche che sono grasse e pigre 🙂

  • Quanto pensate possa essere importante l’adaptive surfing per le persone portatrici di certe disabilità?

    Credo che l’ adaptive surfing sia un modo meraviglioso per le persone con disabilità di godersi il surf. Penso che sia molto bello per tutti poter godere dei benefici dell’oceano. Inoltre è stato dimostrato che stare in acqua può avere effetti calmanti e aiutare lo sviluppo di processi meditativi. Gruppi come la Mauli Ola Foundation avvicinano i bambini con disabilità genetiche alla pratica del surf e, su di loro, ha un effetto molto positivo. Così come lo ha per i bambini affetti da fibrosi cistica che, praticando il surf, possono stare all’area aperta e tossire in mare il muco che la malattia gli produce, cosa che è notevolmente migliore rispetto a stare chiusi dentro un ospedale a ricevere i tipici trattamenti di soluzione salina. Anche i ragazzi che partecipano a Access Surf e Wounded Warrior hanno riportato esperienze positive dalla pratica dell’adaptive surfing .

    Una situazione decisamente poco confortevole per l’orecchie di un surfista

  • Da molti, sopratutto per via di una scorretta esposizione da parte dei media, il surf è considerato uno sport pericoloso e, spesso, è associato anche con il rischio di morte. A vostro avviso il surf è uno sport più pericoloso di altri?

    Il surf ha i suoi rischi, così come qualsiasi altro sport. In particolare, in questo sport esistono dei rischi peculiari che variano a seconda del livello di pratica e delle condizioni. Se vogliamo fare un elenco, le cose peggiori che possono succedere durante la pratica del surf sono l’annegamento, la perdita della tavola a largo con la conseguente possibilità di non essere in grado di nuotare fino a riva e le collisioni con gli altri surfisti che possono portare sbattere la testa contro la propria tavola o contro quella degli altri. Se poi si surfano onde abbastanza grosse c’è il rischio di subire una lesione al collo durante il wipe out a causa della forza dell’onda che si schianta contro il surfista. Surfando sul reef, inoltre, c’è anche l’eventualità di colpire la barriera corallina e ferirsi, con la possibilità (più o meno remota) di contrarre un’infezione da stafilococco della barriera corallina.
    Poi ci sono gli incontri con gli squali, ma quelli sono piuttosto insoliti.

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