Da quando il surf è uscito dal territorio protetto delle isole, la surf culture si nutre di leggende; esattamente come il rock ‘n roll, il mondo del surf confeziona miti di cui si nutre, innalzandoli su di un altare che, allo stesso tempo, li alimenta e li distrugge. Come già abbiamo avuto modo dire parlando di Miki Dora, gli eroi, spesso, non sono così simili al personaggio che gli si ritaglia addosso. Le loro azioni sono amplificate e glorificate per il bene della storia e la maggior parte delle volte, non è la persona a essere importante, ma ciò che essa rappresenta.
Nel mondo moderno è molto difficile trovare impianti di narrazione che non siano rivolti al passato, succede nell’arte e succede nel surf. Per avere un punto fermo per narrare una cultura si è costretti a guardare indietro, a spolverare vecchi miti che a furia di lustrare stiamo rischiando di consumare.
Dustin Barca esce da questo schema, riuscendo – con tutte le sue contraddizioni – a cucirsi addosso un personaggio con un portato interessante da narrare; uno dei rari spiragli in cui la vita di un surfista si intreccia strettamente alla cultura che l’ha generata, producendo uno spaccato di esistenza che ha qualcosa da dirci.
Hawaiano, Pro surfer potente e allergico al tour, professionista di MMA e Ju Jitsu, attivista ambientale radicale e candidato a sindaco, Dustin Barca ci ha rilasciato un’intervista raccontandoci il suo modo di vedere il surf, la vita e la politica.

  • Ciao Dustin, iniziamo con la domanda di rito, raccontaci chi sei, a che età hai iniziato a fare surf e qual è il tuo spot preferito.

Aloha, mi chiamo Dustin Barca, ho iniziato a surfare quando avevo 7 anni e il mio spot preferito è Backdoor pipeline.

  • Per un certo periodo hai fatto parte del circuito della WSL. Ti manca il mondo delle competizioni o preferisci essere libero da ogni vincolo legato al surf?

Sì, ero tra i primi 44 surfisti del mondo, ma per me è stato difficile. Andy e Bruce Irons si sono ritirati l’anno in cui ho fatto il tour, erano loro il motivo per cui volevo essere in tour, mi piaceva viaggiare con loro e poi fare insieme le gare. Era il mio sogno, ma loro non c’erano più e da solo non ero felice. Sono un freesurfer adesso. Ora sono felice di surfare per il giusto motivo, per divertimento .

  • Sappiamo che sei anche un lottatore. MMA o JIU JITSU?. L’esigenza di apprendere questa pratica di combattimento è derivata da qualcosa in particolare o è stato una scelta arbitraria?

Sì, sono un combattente MMA professionista, ho fatto sei combattimenti professionisti fino a adesso. Prima uno di MMA amatoriale e uno di boxe. Adesso sono un professionista MMA con quattro incontri vinti e nessuna sconfitta. Ho anche combattuto nel circuito di jiu jitsu e non ho mai perso in 15 gare. Sono cresciuto dovendo lottare per tutto, mio padre era un insegnante di karate quindi sono stato introdotto alle arti marziali sin da bambino. Ma non avevo buoni rapporti con mio padre. Sono cresciuto facendo a botte per strada, ero un punk, senza famiglia e con un cattivo atteggiamento. Il Jiu jitsu e la boxe mi hanno salvato la vita. Dovrei essere un tossicodipendente o in prigione come molti dei miei amici, ma ho cambiato la mia visione della vita; sono voluto diventare una persona migliore e avere successo. Sono benedetto dal surf e dalle arti marziali.

  • Secondo te il localismo nel surf è un fenomeno basato sulla legge del più forte oppure deriva da una legge non scritta in cui si rispetta anche il meno abile ad utilizzare tecniche di difesa/combattimento?

Il localismo ha tutto a che fare con il rispetto. Dove vivo io abbiamo il posto più localizzato al mondo. Vieni a fare surf, nessun problema. Lascia la tua macchina fotografica e il egocentrismo a casa. Qui a Kaua’i, tutti si allenano al jiu jitsu e crescono combattendo, quindi tutti sono gentili se sei rispettoso. Il problema è che le persone vengono qui con un atteggiamento sbagliato e senza rispetto. A volte chiediamo gentilmente di non fare foto o video ma le persone rispondono con l’atteggiamento sbagliato, questi sono momenti in cui nascono i problemi. Rispetta e ottieni rispetto, come ovunque nel mondo.

  • Dopo questo primo step di domande che ci hanno fatto inquadrare il Dustin Barca sportivo, passiamo al Dustin Barca cittadino e attivista. Perché hai deciso di concorrere alla carica di sindaco? La tua cittadinanza attiva e il tuo impegno politico si circoscrive all’attivismo ambientalista o più in generale porti avanti pratiche antidiscriminatorie contro l’iniquità sociale?

Ho deciso di candidarmi a sindaco della nostra isola a causa della corruzione. Qui c’è come una mafia che gestisce l’isola, l’ambiente politico è molto corrotto, siamo come un paese del terzo mondo. I ricchi proprietari terrieri e le grandi aziende pagano i nostri politici, lo stato e la contea per poter fare quello che vogliono. Monsanto, Dow Chemical, DuPont / Pioneer Chemical, BASF e Syngenta sono tutti qui a fare esperimenti con prodotti chimici e OGM. E lo fanno proprio accanto a scuole, comunità e ospedali. Molte persone si sono ammalate di cancro o hanno sviluppato difetti congeniti ecc. E questo è soltanto uno dei tanti problemi che la corruzione porta sulla nostra isola. Anche l’esercito americano ha una base sperimentale qui, testano nuove tecnologie come microonde e missili.
La mia missione è proteggere la mia casa e la mia famiglia da ulteriori violazioni, proteggere la nostra salute e la salute delle nostre risorse naturali. Le Hawaii sono occupate illegalmente dagli Stati Uniti da 127 anni, non c’è mai stato un trattato di annessione e quindi tutto quello che hanno fatto, dal 1892 in poi, è illegale. Il concetto di statualità ecc. tutta roba inculcata dall’istruzione e dalla propaganda dei media.

  • Credi che l’attivismo ambientalista e la lotta per la salvaguardia del proprio ecosistema debba essere circoscritta contro un soggetto particolare, o la lotta deve essere in generale una lotta al sistema capitalista e di sfruttamento delle risorse?

Credo che lo stare insieme sia pace, amore e fatti concreti, questo rappresenta la peggiore arma contro gli oppressori. Non importa se si combatte per l’ambiente o per non cadere nel razzismo, tutte le stronzate politiche del sistema a 2 partiti. La pacifica unione degli individui è il peggior incubo delle Nazioni Unite e delle banche mondiali. Usano i media come arma per creare divisione. Dividi e conquista, si dice così. Diffondono paura attraverso le notizie, Creano le differenze razziali, le differenze politiche e il caos nel mondo. Lo stare insieme è il loro peggior incubo.

  • Nicholas Carr nel suo libro “internet ci rende stupidi?” riflette come la rete stia plasmando la nostra attività cerebrale. Diverse ricerche ed evidenze empiriche hanno riportato come il virtuale stia compromettendo la tenuta sociale di molti paesi nel mondo. Cosa pensi del fenomeno di QAnon?

Internet è diventato allo stesso tempo uno strumento e una maledizione. Uno deve guardare da tutte le parti e usare fatti, buon senso e pensiero logico. C’è molta disinformazione in giro. Q anon è un labirinto di informazioni, alcune informazioni sono molto buone altre molto cattive. Penso che ci siano anche alcune informazioni da trarre da esso, ma non ci credo più finché non vedo le cose accadere nella vita reale.

  • Un’ultima curiosità, il tuo cognome ha origini italiane?

Barca è un cognome di origine siciliana.

Foto per gentile concessione di Dustin Barca.