Il Mullet è un particolare tipo di acconciatura, sia maschile sia femminile, anche se prevalentemente maschile, tipica della moda degli anni ottanta. In italiano è anche noto con i nomi gergali di triglia e capelli alla tedesca. Il Mullet si caratterizza per essere corto davanti, sopra e sui lati, mentre lascia i capelli lunghi dietro; soprattutto, però, è rinomato per stare male in testa a tutti quanti.
Mickey Wright, stella eccentrica del surf australiano, lo ostenta con orgoglio.

Mickey proviene da una famiglia di surfisti professionisti e ha quattro fratelli: Owen, Kirby, Tyler e Tim. La sorella Tyler è da tempo la più nota della famiglia, due volte campionessa del mondo è stata la più giovane surfista a vincere un evento del Tour.
Molti si ricorderanno di lui per la famigerata heat che ha disputato contro Fioravanti al Pipe Master del 2020, Leonardo stravinse guadagnandosi una Wild Card per il 2021. Nella scheda di presentazione della gara di Euroglass Leo si presentava con un hoollywodiano-meneghino completo di Gucci, mentre il più giovane dei fratelli Wright era ritratto mentre sembrava intento a scannare un cinghiale.

Date le premesse c’è da dire che mai conquista di Wild Card fu più roots. Anche Trucks titolava “È una sfida tra il surf ribelle e punk di Wright, radicale e crudo, contro il sofisticato surf di Fioravanti, ambasciatore europeo poliglotta”. E dopo circa venti giorni, su una spiaggia delle Hawaii mentre era in relax a sorseggiare una birra, si fionda verso la battigia per trarre in salvo una donna che era rimasta vittima dell’impeto dell’oceano. Logicamente non prima di “aver messo in salvo” la sua birra. “Hold my beer” dice rivolto ad una sua amica prima di sovrastare tutti i soccorritori per impeto atletico e coraggio.

Un personaggio atipico e dal surf esplosivo Mickey, nato a Culburra, in Australia, nel 1996 e con un approccio estremo alla disciplina che non si vedeva dai tempi del miglior/peggior Christian Fletcher.

Conosciuto soprattutto per essere uno dei più forti free surfer del pianeta, grazie a video sbalorditivi come Root e Rage, si è adesso costruito un interessante curriculum competitivo.

Per lungo tempo fuori dalla competizioni il più giovane dei fratelli Wright si sta facendo apprezzare per la sua attitudine radicale, fuori e dentro il mare. “Mi piace tutto quello che va veloce, nel surf e nella vita” ha raccontato a Stab Magazine “e poi sono attratto dalla potenza, nel suo concetto più profondo, la cerco dappertutto, dai turn ai tubi. E poi mi piacciono gli aerial, e per farli belli alti ci vuole un sacco di velocità”.

Il ragazzo è tra i personaggi più interessanti e meno conosciuti del panorama surf mondiale. È timido con i media, ma inizia ad essere promosso pesantemente, e questo fa chiedere a molti se la sua sia rabbia genuina o furia costruita a tavolino. “Sai, molti si chiedono perché prima ero un freesurfer mentre adesso mi sono messo a fare le competizioni, beh prima non ne avevo voglia… e poi non mi sentivo pronto” risponde quando glielo chiedono.

Non si sa molto della vita privata del ragazzo che, in fin dei conti, ha ancora 25 anni ma, come per ogni personaggio che aspira ad entrare nel mito, cominciano già a girare leggende sul suo conto, dagli abusi d’alcol, agli eccessi fuori dai locali, agli sforzi della sorella per fargli dare una regolata. Forse molto fa parte della costruzione del personaggio, ma c’è personaggio e personaggio, qualcuno ha i capelli rasati sui lati, qualcun altro un sacco di bei completi firmati.

Top photo: Bosko from Surfer. Central photo: worldsurfleague.com

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